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Italiani e auto di nuova generazione, il prezzo resta determinante

Mentre a livello globale l’interesse dei consumatori per le tecnologie di connettività e guida autonoma sta diminuendo, gli italiani si dimostrano più aperti a queste innovazioni, anche se poco propensi a pagare di più per usufruire dei benefit tecnologici.

In Italia, inoltre, continua a crescere l’attenzione per l’ambiente e la preferenza dei consumatori per la mobilità elettrica/ibrida, ma restano incertezze relative alle prestazioni e alle modalità di ricarica delle batterie.

È questo il quadro che emerge dal Global Automotive Consumer Study 2020, una ricerca condotta da Deloitte su oltre 35.000 consumatori in 20 Paesi nel mondo.

Inoltre, sebbene nel resto del mondo i consumatori esprimano ancora forti perplessità, principalmente legate a tematiche di privacy e sicurezza, il mercato italiano si muove in controtendenza sulla tecnologia AV (Autonomous Vehicles): infatti, solo il 25% dei rispondenti ritiene che non sia sicura.

Un dato in costante calo rispetto alle precedenti edizioni del Global Automotive Consumer Study, ma anche nettamente più basso rispetto a Paesi come Stati Uniti (48%), Giappone (47%) e Germania (45%).

Tuttavia, nel nostro Paese come negli altri mercati analizzati, il fattore prezzo rimane cruciale nelle decisioni di acquisto dei veicoli. Infatti, il 26% degli italiani non è disposto a corrispondere un “premium price” per usufruire della tecnologia a guida autonoma, mentre il 33% pagherebbe al massimo 400€.

Analogamente, il 26% dei consumatori italiani dichiara di non essere disposto a spendere di più per un’auto in grado di comunicare con altri veicoli e con le infrastrutture pubbliche per migliorare la sicurezza stradale.

 

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