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Vendite auto in ottobre: -7,4%

In ottobre sono state immatricolate in Italia 146.655 autovetture con un calo del 7,4% rispetto allo stesso mese del 2017. 

Questa contrazione è dovuta ai residui effetti dell’introduzione dal 1° settembre del nuovo sistema di omologazione WLTP e alla frenata sui chilometri zero attuata da alcune case per privilegiare la remuneratività del business anche a scapito delle quote di mercato. Al netto di questi effetti le immatricolazioni di ottobre sarebbero su livelli assai vicini a quelli dell’ottobre 2017. Il consuntivo dei primi dieci mesi dell’anno chiude comunque a 1.638.364 immatricolazioni con un calo sullo stesso periodo del 2017 contenuto nel 3,2%. Almeno una parte di questa contrazione potrebbe però essere recuperata nei prossimi due mesi. I concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor nel quadro dell’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’auto di ottobre sono infatti abbastanza fiduciosi nella tenuta del mercato. In particolare il 68% degli interpellati ritiene che a tre-quattro mesi le vendite di nuove autovetture saranno stabili o in aumento. Ed inoltre i concessionari segnalano in ottobre un discreto miglioramento sia nell’affluenza di visitatori nelle show room che nell’acquisizione di ordini. Il mercato dell’auto potrebbe quindi chiudere il suo bilancio 2018 con un volume di vendite non lontano da quello del 2017.

La tenuta del mercato dell’auto è indubbiamente un aspetto importante nel momento in cui aumentano le preoccupazioni sull’andamento dell’economia italiana. La crescita zero del Pil nel terzo trimestre dell’anno è stata un campanello d’allarme che ha richiamato brutalmente l’attenzione del Palazzo sulla congiuntura economica del Paese, dopo che altri indicatori (produzione industriale e fiducia delle imprese) avevano già messo in luce che la crescita sembrava destinata ad arrestarsi. L’importanza della tenuta del mercato dell’auto acquista poi ancora più rilievo se si considera che il complesso della spesa per l’acquisto e l’esercizio di autoveicoli sfiora nel nostro Paese l’11% del Pil. Occorrerebbe quindi da parte del Palazzo particolare attenzione per non creare ostacoli artificiosi ad un settore che ha un peso di tutto rilievo nell’economia italiana. La “persecuzione” per motivazioni essenzialmente ideologiche degli automobilisti che possiedono un diesel (17 milioni in Italia) e le intimidazioni nei confronti di coloro che vorrebbero acquistare un diesel non vanno invece in questo senso.

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